UX in 5 punti per guidare il vostro pubblico

UX in 5 punti per guidare il vostro pubblico

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Avrete già sentito parlare di UX, o almeno l’avrete letto da qualche parte. Se al contrario lo ignorate o avete le idee confuse riguardo al suo significato, è il momento di dedicare 5 minuti a questo articolo.

UX ” è l’acronimo utilizzato per indicare la “User Experience“, che trova la sua definizione in ciò che prova un utente quando utilizza un prodotto, un sistema o un servizio. Per una buona UX è fondamentale il modo in cui le informazioni visive e testuali di un sito, una app o un qualsiasi altro ambiente digitale sono in grado di influenzare e guidare l’esperienza d’uso e navigazione dell’utente.

Usiamo il verbo “guidare” non a caso, perché una buona UX fornisce all’utente le indicazioni necessarie per trovare facilmente e velocemente le informazioni che sta cercando. Tutti gli elementi che inseriamo all’interno del nostro sito della nostra app devono avere un’utilità e un pubblico ben definiti, altrimenti rischiano di essere superflui e dispersivi, confondendo le idee del visitatore. E dal momento in cui i vostri utenti iniziano ad essere confusi, non aspettatevi da loro più di 8 secondi di pazienza prima che il vostro sito venga abbandonato e i vostri obiettivi digital marketing vadano in fumo.
A concludere il quadro, ricordiamoci sempre che l’88% (fonte Google) degli utenti conferma di non essere intenzionato a tornare su un sito dopo un’esperienza non soddisfacente.

Quali sono quindi le regole auree di una buona UX?

Ne elenchiamo in breve 5:

 

1. Gerarchia visiva e navigazione

Punto a cui si potrebbero dedicare questo intero articolo, ma che approfondiremo in futuro, sostanzialmente consiste nell’attribuire agli elementi un “peso” grafico che aiuti l’occhio del visitatore a seguire un preciso ordine di lettura, anche quando gli elementi non sono affiancati o in colonna.
In questo modo potrete immedesimarvi nel vostro visitatore ideale seguendo questa gerarchia visiva, e fare in modo che una prima “occhiata” possa rispondere efficacemente a queste domande:

  1. Di cosa si sta parlando?
  2. Come funziona o come si usa?
  3. Perché dovrebbe interessarmi?

In questo modo, se avrete definito correttamente gli “identikit” dei vostri utenti/clienti ideali (buyer persona in inglese), vi verrà naturale immaginare anche il modo in cui ogni utente potrebbe comportarsi in risposta a determinati input visivi o testuali, e di conseguenza a quali elementi dare maggiore importanza e quali lasciare in secondo piano, magari perché meno rilevanti per raggiungere i vostri obiettivi.

 

2. L’importanza del “vuoto” nella UX

Non siamo obbligati a riempire tutto lo spazio a disposizione. In questo modo rischiate di ottenere confusione, che si traduce nell’equazione:

– attenzione da parte degli utenti  =  + utenti che abbandonano il vostro sito.

Allo stesso modo in cui nella comunicazione verbale i silenzi sono capaci di rafforzare il messaggio che segue, così gli spazi bianchi possono concentrare maggiormente l’attenzione dell’utente sugli elementi davvero importanti non solo per lui, ma soprattutto per voi.
Perciò dimenticate l’horror vacui, e sfruttate l’utilità degli spazi vuoti!

 

3. UX è Responsive

Chi vi racconta che online si può fare tutto, spesso o mente o non sa di cosa sta parlando.
La diffusione dei dispositivi mobili ha reso necessario l’introduzione del concetto di Responsive. Un sito responsive ridimensiona e ridispone i propri elementi, a volte nascondendoli del tutto o aggiungendone di nuovi, a seconda delle dimensioni dello schermo su cui viene visualizzato un sito. Oltre ad essere oggi uno dei parametri più importanti per l’ottimizzazione del ranking di un sito (si parla di SEO, quindi posizionamento di una o più pagine nei risultati dei motori di ricerca in seguito a una ricerca specifica), è fondamentale per rendere un sito facilmente navigabile su piattaforme mobili, specialmente quando la versione desktop è ricca di elementi. Quindi se da una parte il vostro utente può entrare in contatto con voi anche in mobilità, dall’altra parte vi sarà chiesto di fare delle scelte per non compromettere la UX quando, per esempio, si naviga da smartphone.
Basti pensare che meno di due anni fa è stata stimata una percentuale globale di siti responsive del 20% circa (fonte marketingland.com). Questo significa un 80% di siti web ancora non responsive, ma vi aggiorneremo appena saranno disponibili dati più aggiornati.

 

4. Rispettare gli “standard”

Avete mai pensato di mettere il logo del vostro sito per portare alla home page in basso a destra?
O sostituire alle solite bandierine usate per cambiare lingua le icone dei piatti tipici nazionali?
Ecco, pensateci due volte.
Alcuni elementi sono standard talmente affermati nell’esperienza d’uso del pubblico online, che cambiarli non può fare altro che peggiorare la UX della vostra piattaforma.
Se il vostro progetto per realizzarsi deve differenziarsi da quanto già fatto da vostri competitor e volete affidarvi ad una grafica di rottura, ricorrete ad un A/B test per confermare o meno la validità delle vostre intuizioni e basarvi su dati reali.

 

5. Test, test e ancora test

Parlavamo di A/B test? L’esperienza ci ha insegnato che nulla può sostituire le prove “sul campo”.
Potrete anche essere in grado di replicare i comportamenti di qualsiasi buyer persona, ma la realtà può sempre riservarvi delle sorprese: a volte piacevoli, ma altre volte l’ottimizzazione online dipende anche dalla capacità di prevedere risultati negativi. Per evitarli, prima di mettere online un sito o una app fateli testare a quante più persone potete.
A colleghi e collaboratori, ai vostri amici, al vostro partner, alla mamma, alla sorella: l’utente medio è il vostro riferimento!
Lavorare troppo a lungo su un progetto può portarvi a dare per scontate alcune dinamiche, alcuni input visivi e testuali che voi ormai conoscete bene, ma che una volta presentati al vostro pubblico potrebbero comunicare messaggi molto diversi da quelli che vi aspettereste, e guidare un visitatore nella direzione sbagliata.

 

Ricordate che online abbiamo dai 3 agli 8 secondi di attenzione iniziale da parte del nostro pubblico, e questi pochi secondi devono essere sufficienti per rispondere alle domande iniziali degli utenti e invitarli ad approfondire la visita del vostro sito o app.
L’obiettivo è generare conversioni. Tutto il resto è rimbalzo.

Perciò fate scorta di elementi utili, che arricchiscano l’esperienza d’uso del vostro pubblico anziché complicarla.
Se queste 5 regole non sono bastate e volete approfondire la UX del vostro sito web basta contattarci: vi aiuteremo a migliorarla o a creare una nuova struttura dalle basi.